Ondate di calore a Roma: la pietra che scotta
Il centro storico di Roma accumula calore nella pietra e nei vicoli. Le notti rinfrescano tardi. Apri quando l'aria è più fresca, non quando suona il vespro.
Il centro di Roma è pietra, vicoli stretti e selciato scuro: un’isola di calore con massa termica. I muri spessi ritardano il picco in casa, e alle 16 sembra un regalo. Ma ritardano anche il raffreddamento. Alle 22 la strada stretta tra i palazzi può ancora restituire il pomeriggio, lo stesso schema di isola di calore urbana di Parigi, con più pietra accumulata.
La massa taglia in due sensi
- Palazzi antichi e muri spessi di tufo: più freschi nelle ore peggiori, più lenti a smaltire il calore di notte. Ti serve una ventilazione notturna più lunga quando l’aria esterna è più fresca
- Ultimi piani e tetti scuri: restano la parte più calda dell’edificio. Leggi appartamenti all’ultimo piano
- Cortili interni: spesso l’unico ingresso d’aria sensato in un isolato fitto
- Terrazze esposte a ovest: prima l’ombra, aprire per ultime
Un appartamento con affaccio singolo su una via turistica non ha quasi corrente d’aria e ha un’uscita rumorosa e calda. Ventilatore sul davanzale, pazienza, e niente riflesso dell‘“aria fresca” alle 19: affaccio singolo.
Una notte pratica a Roma
- Persiane e scuri chiusi sul lato al sole tutto il giorno
- Avvia la ventilazione notturna quando l’aria esterna è più fresca della stanza, e in un vicolo stretto può essere tardi
- Se hai due lati: cortile spalancato, strada socchiusa
- L’aria inquinata dal traffico ristagna nelle stesse strade che trattengono il caldo. Tieni le aperture brevi quando la qualità dell’aria è scarsa: aria inquinata o caldo in casa
In alcune zone del centro storico alberi e cortili non pavimentati sono rari. È un problema di scelte pubbliche tanto quanto di finestre: cosa rinfresca una città.